sabato 20 novembre 2010

La donna allergica a tutto che rischia la vita per un po’ di polvere

Domenica 26 settembre 2010

Una malattia rara le impedisce di vivere una vita normale, allergica a qualsiasi sostanza chimica Marinella Oberti cinquantadue anni di Bergamo teme per la sua vita. A breve inizieranno dei lavori di ristrutturazione nella palazzina in cui abita insieme al marito e i solventi utilizzati potrebbero esserle letali.
Marinella trascorre le sue giornate chiusa in casa, come una detenuta, limitando i contatti con l’esterno, proteggendosi con mascherina e guanti. Persino mangiare può essere pericoloso, i pochi cibi biologici che le sono consentiti costano quanto un pranzo in un ristorante segnalato sulla guida Michelin.
Detersivi rigorosamente banditi, i suoi abiti non possono più trovare collocazione nell’armadio contaminato da profumi e sostanze di cui lei è fortemente intollerante.
Sindrome da Sensibilità Chimica Multipla (M.C.S) è il nome della malattia di cui è affetta Marinella, diagnosticatale nel 2005 dopo più di trent’anni di ricerche per capire di cosa soffrisse.
Ora la sua condanna all’isolamento è definitiva; per poter leggere un libro, un giornale, una rivista deve far decantare la pubblicazione per giorni sul terrazzo e indossare protezioni. Nemmeno la televisione può consolarla perché col tempo Marinella è diventata anche elettrosensibile.
Dopo lunghe lotte giudiziarie la Corte d’appello di Brescia le ha riconosciuto la malattia a causa della quale oggi è invalida al 100%. Il suo problema ora però potrebbe trasformarsi in dramma. Nella palazzina in cui i coniugi abitano in città, a giorni inizieranno i lavori di ristrutturazione che Marinella era riuscita a sospendere temporaneamente impugnando davanti al giudice del tribunale di Bergamo la delibera condominiale.
Gli interventi programmati mettono in serio pericolo la sua vita. L’ultimo termine è però scaduto lo scorso 31 agosto, da un momento all’altro sarà aperto il cantiere e per la signora Oberti potrebbe iniziare un incubo.
Marinella è consapevole d’essere una vicina di casa scomoda, forse anche per questo ha ricevuto dal proprietario lo sfratto. Le valigie sono pronte, ma non riesce a trovare una sistemazione idonea per le sue condizioni di salute.
Servirebbe una casa unifamiliare proprio per evitare contrasti e liti coi condomini, un edificio realizzato almeno da 15-20 anni (tempo necessario per neutralizzare gli effetti chimici delle sostanze utilizzate nella costruzione) e lontano da negozi e fabbriche.
Marinella è disposta a cambiare città, a trasferirsi ovunque anche se ciò comporterebbe per il marito la perdita del lavoro, ma la sua vita vale questo sacrificio. È una donna combattiva, determinata, se non dovesse trovare una casa adatta alla sua situazione promette di andare a vivere in automobile sostando davanti a Palazzo Frizzoni, sede del comune.
L’amministrazione in realtà le ha proposto qualche soluzione abitativa, risultata però inadatta.
Marinella non chiede soldi, ma il diritto di vivere dignitosamente un'esistenza già sacrificata da una malattia degenerativa che le impedisce persino di abbracciare le persone che ama.

FONTE: noviolenzadonne.blogspot
http://noviolenzadonne.blogspot.com/2010/09/la-donna-allergica-tutto-che-rischia-la.html



Quasi per caso sono venuto a conoscenza della dolorosa situazione di Marinella Oberti, 52enne di Bergamo malata di Sensibilità Chimica Multipla (MCS), a grande rischio per la propria vita a causa di lavori di ristrutturazione che avverranno nella palazzina in cui abita. Questo articolo risale a poco più di 20 giorni fa e quindi ignoro come la situazione si possa essere evoluta in questo lasso di tempo.... certo è che quella della casa è davvero un grande problema per chi è malato di MCS e sarebbe veramente auspicabile iniziare seriamente a pensare di realizzare delle case fatte apposta per i malati di questa patologia. La cosa a mio parere è fattibile, tanto è vero che in Svizzera sta già sorgendo qualcosa del genere e negli Stati Uniti esiste l'Associazione ReShelter che si occupa proprio del problema di trovare sistemazioni abitative adeguate per i malati di MCS. Qui in Italia, inutile nasconderlo, siamo più indietro rispetto agli Stati Uniti e alla Svizzera, ma è ora che anche qui da noi si faccia qualcosa in questa direzione. Ci vorrà del tempo ma bisognerà arrivarci prima o poi.... per il bene di tanti malati.

Marco

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