giovedì 6 gennaio 2011

Un "mare di plastica" minaccia il Mediterraneo

La plastica non tiene sotto scacco solo le lontane distese d’acqua del Pacifico o dell’Oceano Indiano. Ben 250 miliardi di microscopici frammenti polimerici galleggiano attualmente nel Mar Mediterraneo, minaccia biologia invisibile a occhio nudo ma presente e pronta già a far contare i propri danni sulla fauna locale. La stima arriva da un team di biologi marini francesi e belgi al termine di una lunga fase di studio. I ricercatori hanno analizzato campioni di acqua prelevati nel mese di luglio al largo della Francia, Italia settentrionale e Spagna ad una profondità di 10-15 cm, scoprendo che le acque mediterranee ospitano, loro malgrado, circa 250 miliardi di micro-detriti dal peso medio di 1,8 milligrammi. Il che significa, spiega Francois Galgani, dell’Istituto francese per l’esplorazione del mare (Ifremer), “circa 500 tonnellate di plastica per l’intero Mediterraneo”.
Il novanta per cento dei prelievi, effettuati da volontari Expedition MED (Mediterraneo in pericolo) a bordo di yacht di 17 metri, ha dato esito positivo alla presenza di tali frammenti. Il campionamento ha coperto solo le acque superficiali ed è una valutazione ancora preliminare, ma il rischio connesso alla presenza di questi rifiuti è certo: i frammenti polimerici mescolandosi con plancton vengono facilmente ingoiati dai piccoli pesci a loro volta preda delle specie più grandi, andando a influenzare l’intero ecosistema, spiega Expedition MED.
Dati impressionanti a cui si aggiungerà il campionamento anche delle acque di Gibilterra, Marocco, Algeria, Tunisia, Sardegna e sud Italia, per avere un quadro più completo della situazione. Il gruppo sta anche lanciando una petizione on-line per domandare una normativa europea più stringente sulle modalità di smaltimento e biodegradabilità dei beni di consumo.

FONTE: Rinnovabili.it
http://www.rinnovabili.it/un-mare-di-plastica-minaccia-il-mediterraneo-403610


Nulla di nuovo sotto i ponti verrebbe da dire.... quello dell'inquinamento dei nostri mari e dei nostri oceani è una cosa oramai arciconosciuta. Quello che forse non si conosce ancora bene è l'inqunamento da microparticelle di plastica, forse il più subdolo perchè invisibile all'occhio, ma che contamina i nostri mari e, di conseguenza, anche la fauna ittica. E come un cane che si morde la coda, questo inquinamento passa dalla fauna ittica a noi, che siamo consumatori di pesce, con inevitabili conseguenze sulla nostra salute. E' un circolo vizioso ben difficile da spezzare, sopratutto se l'uomo continuerà a mettere il dio denaro sopra ogni cosa, salute dell'uomo compresa. Potranno mai cambiare le cose ?

Marco

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