giovedì 29 giugno 2017

Mamma disperata racconta cosa significa vivere tra i vigneti gasati di pesticidi


"Mio figlio costretto a giocare in una nube tossica"

CONEGLIANO - Una staccionata divide i vigneti dall’orto di Elena. Da una parte, gli agricoltori che irrorano i fitofarmaci. Dall’altra, i bambini che giocano in una piscina gonfiabile.

Una scena ordinaria quella immortalata dal video postato sulla pagina Facebook di “Colli Puri”. Una sequenza di immagini che fa da didascalia alle parole di Elena, mamma coneglianese che nei giorni scorsi ha riferito al Comitato i suoi timori per la salute del figlio, del bimbo in arrivo, di lei stessa.

Abbiamo avuto la sfortuna di comprare anni fa una casetta in mezzo ai vigneti - racconta Elena - Abbiamo fatto e stiamo facendo enormi sacrifici per pagarla e per sistemarla, poiché era molto decaduta. Eravamo ignoranti in materia, e non sapevamo ancora quanto pericoloso fosse abitare attorniati dai vigneti”. Elena spiega di vivere in continua tensione: è sfinita, ma anche arrabbiata. “Ci siamo dati molto da fare in questi anni per promuovere la battaglia contro i pesticidi - continua - ma poco o niente è cambiato e io sono affranta”.

Portavolce del Comitato Colli Puri è Fabio Padovan, che proprio per fuggire ai pesticidi si è di recente trasferito dalla campagna al centro di Conegliano: 
Quegli extraterrestri arrivano bardati, coperti, con mascherine e caschi - Padovan descrive così gli agricoltori - Gettano in aria, ai quattro venti, il loro carico velenoso e se ne vanno. 

Quella miscela che costringono a far respirare agli altri è veleno pericoloso, che contribuisce a creare e diffondere le peggiori patologie. Che possiamo fare?

La battaglia contro i fitofarmaci non viene combattuta solo sui colli di Conegliano. “La protesta è viva anche a Revine Lago e a Refrontolo - spiega Padovan - ed è guidata principalmente da donne che spontaneamente decidono ora di dire basta ad una terribile situazione diventata insostenibile”.

Sollecitato dai cittadini il Comitato Colli Puri ha scritto ieri sera al Prefetto di Treviso Laura Lega, anche lei donna, affinché 
ponga fine alle continue illegalità che si commettono quotidianamente nell’area DOCG Prosecco”. 

3 marzo 2017

FONTE: Il Nuovo Mondo

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